Ripartiamo “Dalí” insieme agli igers Bologna

Come avrete notato, sono passati ormai mesi dall'ultima volta che abbiamo fatto un viaggio e che abbiamo scritto un post o anche pubblicato una foto su Instagram, ma, giuriamo, abbiamo delle valide ragioni.

Sono stati mesi caotici, mesi di passaggio, in cui l'unico obiettivo era non mollare, scrivere la tesi e concludere i nostri percorsi universitari. Dopo un periodo così, l'unica cosa che desideriamo fare è ritornare e riprendere a fare quello che ci appassiona di più: scattare foto, creare video, viaggiare, scoprire...

Così, da appassionati d'arte quali siamo (appassionati eh, non esperti!) abbiamo accettato l'invito degli Igers Bologna alla mostra di Dalí presso Palazzo Belloni, la sera del 12 gennaio. Immergersi nella Dalí Experience è stato ancora più coinvolgente perchè avevamo il curatore della mostra, lì, tutto per noi, a spiegarci le opere dell'artista e la sua filosofia dietro ogni creazione.

Non vogliamo spoilerarvi brutalmente tutte le opere e le installazioni presenti alla mostra (beh, foto a parte..), quindi vi racconteremo solo ciò che ci ha colpito di più.

Dalí rapisce, ha un modo tutto suo di vedere e rappresentare le cose. È un surrealista, è eccentrico e se ne frega di qualsiasi convenzione.
Secondo Dalí, l'arte deve essere capace di ispirare, di provocare reazioni. Deve essere vitale. Come si entra nella mostra, si comprende subito l'invito dell'artista ad entrare in un paese delle meraviglie, con un'opera in riferimento al romanzo di Lewis Carroll.

Dalí ribalta le logiche e quello che trasmettono le sue opere è un'esortazione alla perdita della razionalità. Gioca con le contrapposizioni e le contraddizioni attraverso una simbologia ben precisa. Accosta elementi che trasmettono ordine, stabilità e raziocinio (i bastoni che sorreggono e i cassetti, per esempio), con altri che indicano fragilità e precarietà (colli protratti verso l'alto e corpi flessi).

Mette in discussione lo spazio e il tempo: questo diventa liquido, se ne perde la concezione, quasi come in un sogno (o in un incubo) in cui appaiono immagini fantastiche. Lo sapevate tra l'altro che l'idea degli orologi molli gli è venuta in una calda giornata d'agosto, guardando un Camembert sciogliersi al sole? Assurdo.

Va però ricordato che Dalí ribalta le logiche solo dopo averle comprese. Era infatti appassionato di matematica e a quanto pare ne sapeva davvero un sacco. Un occhio attento vi porterà a rendervi conto che solo una profonda conoscenza della matematica e delle sue regole poteva permettere a Dalí di creare opere strutturalmente resistenti, al di là di tutte le irrazionalità e i controsensi che le caratterizzano.

Ecco, forse vi abbiamo raccontato fin troppo 🙂 Se vi abbiamo incuriosito, vi consigliamo di visitare la mostra, per un'immersione a 360° nel mondo di Dalí.

QUANDO ANDARE

Potrete ammirare le opere di Dalì fino al 7 maggio 2017 a Palazzo Belloni, edificio storico bolognese in via Barberia 19.

ORARI

Martedì, mercoledì, giovedì e domenica: 10 - 20,
venerdì e sabato: 10 - 23,
mentre di lunedì la mostra è chiusa.
Ricordate che la biglietteria chiude un'ora prima.

BIGLIETTO

Intero € 14
Ridotto € 12
Riduzioni speciali € 7

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